“Te volvería a llamar, te volvería a besar…”

Spesso ci ripenso a lui. Ripenso a noi, a com’eravamo. A come gli ultimi tempi mi sentissi inadeguata, dove mi ha anche schivata. O ai primi tempi dove mi sentivo felice e desiderata. E lui lo vedevo felice.

Al fatto che non gli sia scattato nulla ci credo, ma mi rimane sempre il dubbio. Perché a volte mi sembrava innamoratissimo come a volte era evidente che mancava quel tocco in più che dovrebbe essere conferito ad una relazione.

Penso che le ex l’abbiano sempre reso più felice di me, in quAlche modo. Modo che non dipende manco del tutto da me visto che lui non si è lasciato molto andare, a contrario mio.

Non lo so perché torno a pensarci adesso. In realtà mi accorgo che ora che sta a Milano riesco a vivere totalmente nel distacco, se mi scrive una volta ogni tanto mi basta, come se fosse un amico vero e proprio, come succedeva prima, come dovrebbe essere adesso.

Ma poi boh, leggo e penso al fatto che non mi farebbe così schifo ricascarci. Sia per un bacio, che un rapporto, ma anche una relazione.

Relazione Non me la immagino proprio al momento, Non mi sembra intenzionato ad averla. 

Rapporto occasionale… Io non ho messo il punto. Ci caschetei e per me sarebbe fare l’amore, mentre per lui sarebbe solo fare sesso. 

Una cosa occasionale vuol dire comportarsi come io mi comportavo all’inizio, cioè che nulla era certo. E un conto è farlo quando si inizia, che non sai cosa aspettarti, un altro conto è farlo quando con quella persona ci sei stata insieme, ci hai condiviso momenti, ci hai sofferto perché vi siete lasciati. Per una prospettiva incerta di un futuro che potrebbe benissimo Non esistere fra di voi.

Sono titubante. Mi sento bene nell’essere single, mi aiuta la sua vicinanza, vedere che in fondo mi sono stati tolti solo i baci e i momenti intimi, ma per il resto è tutto intatto. Io sto sempre meglio, Non aspettandomi nulla da lui ho anche meno preoccupazioni. E anche lui lo vedo molto più sciolto, più tranquillo. 

Solo che a volte sento il desiderio carnale misto al sentimento risalire, che solo lui vorrei che saziasse. Non ho bisogno di farlo regolarmente per star bene, Non sono dipendente dal sesso per fortuna. Ma mi manca stare con lui, mi è sempre mancato.

Solo che, se mai succedesse una cosa del genere, posso capire una volta ogni tanto, forastica, ci può stare un momento di defaillance. Ma rischio poi di entrare nel limbo degli scopamici se la cosa si fa più regolare, e non so se lui poi sarebbe disposto a pensare a qualcosa di più profondo dopo, e questo per me sarebbe Non assumersi le proprie responsabilità, mi semvrerebbe di avere a che fare con una persona che non ha voglia di impegnarsi ma manco di rinunciare a me è al piacere. 

In parte ora è così ma almeno è una cosa innocua, ben vista perché fatta in buona fede. Ma la linea è molto sottile.

Mammamia. Questa si che è una bella cotta, giuro che non me l’aspettavo che sarebbe diventata così intensa col tempo. Pensare che non riponevo manco chissà quante speranze inizialmente alla relazione che si stava formando.

Avrei dovuto star più attenta. Attenta a metterlo in riga fin da subito, forse a discuterci di più. A chiedere prima, fare prima queste domande difficili, che però almeno ti portano a soluzioni concrete.

Ma ormai il passato è passato e non c’è niente da fare, lo puoi perdere o lo puoi cercare in queste notti così vuote. E il libro che sto leggendo mi ha indotto a pensarci.

È il caso di dormire però, lasciar andare questi pensieri e vedere le cose come vanno, stavolta non sta a me fare le prime mosse, Non sono io che ho deciso di smettere di amare, stanno cercando di impormelo. 

Mi manca tanto. Uffa.

Mani, ombre, luci, dettagli

Ho avuto un momento d’ispirazione ieri e mi sono buttata in un semplice e breve servizio fotografico con la sottoscritta come modella, mi era presa la fantasia di fare una foto in bianco e nero che giocasse con le mani. 

Probabilmente è senza senso, ma a me piace da morire come sono venute fuori, non me l’aspettavo. Poi certo, ho dovuto correggere il naso o stava diventando davvero troppo egocentrico ed ingombrante, ma era esattamente ciò che avevo in mente di fare, o meglio, l’ho cambiata un pochino dall’idea originaria, ma sono immensamente soddisfatta.

Probabilmente il progetto cicatrici lo rivedrò un po’, casa nuova mi permette di giocare su altre luci e altri tipi di pose, magari esce qualcosa di più carino rispetto ad alcune foto che non mi convincevano del tutto.

Che poi anche qui in fondo non sono venuta così tanto male, chissà che sta a succede sti giorni ahahaha

Vabbè niente, volevo solo condividere un momento fotograficamente egocentrico con voi ahaha

(Gli altri post sono solo da trascrivere, come al solito mi si sono accumulati nel quaderno, fottuto trasloco)

Mientras mantenga el equilibrio, vértigo, silencio y ruido, vértigo..

Stasera mi è ripreso male. Cioè, per fortuna i pianti e le preseammale si stanno diradando. Ma un po’ anche i contatti da una parte (no aspe, non è vero, ci scriviamo assiduamente come sempre), o il vederci. Quello si che mi manca. Mi dà fastidio che la cosa debba sempre partire da me, l’intenzione seria soprattutto, lui butta solo così appuntamenti, sempre io devo ufficializzare. 

Lo so che non dovrei incazzarmi perché anche quando eravamo amici faceva così, però dai, diciamo che il rapporto nostro è leggermente cambiato da aprile, e proprio perché lui l’ha considerato un’amicizia dall’inizio fino alla fine, a maggior ragione dovrebbe mantenere le abitudini che ha intrapreso, basta solo smorzare la parte di coppia che lui ha smorzato da tempo, bah.

Non lo so, ogni tanto me lo chiedo se un minimo di effetto tutta sta storia glielo stia facendo pure a lui. Okay che ormai tendeva sempre a diradare gli incontri, a schivare i baci (tanto che, se proprio devo sognare ad occhi aperti, non sogno che lo bacio se non che mi avvicino e poi lo abbraccio, che lo bacio, ci vivo insieme o faccio altro lo sogno proprio la notte), però pare che non gliene freghi nulla perché alla fine non mi ha persa.

A me invece manca. E continuo a piangerci, di meno ma ci piango. Vorrei vederlo e evito di invitarlo, anche perché mi rendo conto che i miei incontri vorrebbero essere tutt’altro adesso rispetto ad un aperitivo. 

Vorrei uscirne, si. Vorrei star bene e dirmi che alla fine è stata importante, si, ma non come credevo.

Non voglio sentir parlare di altre relazioni o scappatelle nel frattempo, ho capito subito che questo non è quello che mi serve, magari fra un po’ mi rimetterò alla ricerca, ma adesso non è proprio il caso. E poi se proprio devo stare con qualcuno, che sia una relazione stabile dove anche lui prova sentimenti diversi dalla sola amicizia o il solo sesso. E so che al momento non ne troverei, quindi mi faccio i cazzi miei e punto.

Sarebbe fantastico uscirne, riprendersi e vedere lui che si pente e si mangia le mani. Ma no, so già che non succederà. Questa sono io adesso, a lui non gliene importa molto, è evidente. Sono un’amica e basta, quindi merito poca considerazione, si vede eh.

Ci stanno volte in cui ancora mi chiedo con chi parli e se si veda con qualcuna (Ma dalla descrizione di ciò che fa questo non mi risulta), ma in generale ho già innalzato parecchi muri necessari al mio menefreghismo, qualche progresso c’è stato.

Poi ecco, quando mi capita di sentire o vedere Venezia magari in televisione o in foto, è inevitabile che io pensi al viaggio. A come sono stata bene, a come volevo che andasse, a come lo considera lui. Vorrei non essere partita. Se solo avessi saputo prima che non dava lo stesso peso che davo io alle cose, tante me ne sarei risparmiata. 

Non dico che sia stato un errore baciarlo quella sera, ma forse se mi facevo i cazzi miei era meglio. Adesso so cosa vuol dire mettersi con un amico vero e proprio e so anche che, per quanto ti possa capire, non ti riuscirà mai a vedere nell’ottica giusta, ha una visione di te strana.

A volte mi viene di riaffrontare il discorso con lui. Ma per dirgli cosa? Per uscirne ancor più umiliata, delusa? Me lo dimostra giorno dopo giorno che l’ha superata, oppure anche lui lo nasconde benissimo.

Ma come si fa a stare con una persona senza provare nulla? Per me è inconcepibile, specialmente starci tutti sti mesi. Vorrei sapere la verItà, se le cose stanno realmente così oppure se ci sono cose che nasconde anche a se stesso.

Tempo, pensaci tu a chiarirmi le idee, a farci capire se questa cosa è stata una cazzata o meno. Tanto noi risposte non ce ne diamo.

Una persona che vedo che rispetta totalmente il mio pensiero e mi capisce è cinzia, che ritiene molto più giusto che la cosa sia andata così fra di noi perché ci vede due amici perfetti e perché almeno conserviamo il ricordo di una relazione sana, e soprattutto mi fa rientrare nella mia visione bisessuale, quella che ogni tanto mi sembra di perdere ma che entrambe sappiamo che ci sta ed è ben presente, fa benissimo a ricordarmelo. L’interesse per le ragazze non è mai passato e mai passerà, ma vale la stessa cosa: non voglio sentir parlare d’amore per un bel po’.

Sono contenta di essermici riavvicinata tanto negli ultimi tempi, la vedo avanzare e portare avanti la sua vita senza che se ne renda conto, la vedo lottare finalmente, uscita dalla fase di stallo.

È vero però, a noi due l’amore ci fortifica, ci fa fare passi da gigante. Non ci sbagliavamo a dirlo. E non sbagliavamo manco a starne alla larga, ecco, perché è davvero rognoso.

Mi rendo conto ora che fra una relazione/innamoramento e un altro io sono stata ferma solo due settimane. Due settimane in più di un anno, visto che ho conosciuto Federico a novembre e mi sono lasciata con Andrea a fine gennaio. Eh beh si, ho decisamente bisogno di una tregua. Ovviamente per “star ferma” intendo non provare sentimenti per nessuno. E questo è successo dal 13 maggio al 24. Pochissimo.

Cambiando argomento, qui a casa non ci giriamo più per le scatole. Non si capisce quando dobbiamo trasferirci, dovrebbe essere la settimana prossima, mi dà al cazzo che ogni volta cambino data, non vedo l’ora. Cioè stiamo buttati come zingari al momento, appunto ho bisogno di trasferirmi eheh

Poi ecco, ho scoperto una cosa: questo periodo è propizio per il lavoro. Sia da parte di mamma che un’azienda che ho trovato io, stanno arrivando offerte interessanti. Avevo pensato di passare il giorno del mio compleanno a dormire e il giorno dopo con Adelaide e Priscilla, ma mi sa che i miei programmi cambiano, finita la pacchia. Probabilmente accetterò quello più sicuro, cioè quello dell’azienda che mamma anche conosce, che è uno stage della Regione in un’azienda di assicurazioni, dove mi danno anche metà stipendio che comunque mi serve per mettere da parte qualcosa, finalmente.

L’altro giorno, quando poi vi ho scritto che non è che stessi chissà quanto bene, mi sono ripresa inaspettatamente dopo il colloquio, che è stato strano, molto concentrato sulla mia persona che sul lavoro stesso. Mi è piaciuto, non mi metto maschere quindi sono stata me stessa. E l’ho passato. Mi dispiace pure dirgli lunedì che c’ho avuto st’altra proposta, mi era seriamente piaciuto. Solo che a un lavoro che ancora non so bene cos’è ad uno in una scrivania, preferisco la scrivania. Magari mi mettono a fa la venditrice porta a porta, chi cazzo ce va.

Non sarà il lavoro della vita, anzi, pure a tempo determinato, ma almeno ho un’esperienza. E magari riesco a pagarmici lo stage a Siviglia. Diciamo che mo l’obiettivo principale è questo, non ho voglia di nuovo di prendere la patente, mi è ripassata la fantasia. Il c1 di spagnolo qui ad aprile non lo prendo perché non mi va di pagare il corso, preferisco fare lo stage.

Sto facendo una specie di full immersion di serbo con un tizio conosciuto sui tandem linguistici, mi piace un sacco come lingua, lo so che sono matta ma vabbe, non dovrebbe sorprendervi.

Per la festa ho scelto un altro locale, visto che quello dell’anno scorso ha tolto i divanetti, intendo fare la festa la sera con gli amici come tutti gli anni, un cocktail, torta, risate e via. Stavolta devo pagare tutto io che mamma non può darmi nulla, si sovrappongono sia casa che la cresima di Roberto, porca vacca. Mi sono già rassegnata a far partire sti 150€ o più, la spilorcia al compleanno mio non la faccio. Poi oh, se inizio lo stage poi mi entrano comunque 5-600€ al mese oltre i 200 di zia, qualcosa da parte riesco a mettere.

La prossima settimana dovrei fare il gruppo e ficcarci tutti dentro, anche se in realtà li ho già avvisati tutti singolarmente per capire che intenzioni c’avessero.

Sto pensando alla torta da far fare a mamma, penso qualcosa cioccolato e fragole o in alternativa ci sta anche la Red velvet, solo che quella non so se va bene come torta di compleanno.

Io boh, penso al compleanno e sono felice. Paro na ragazzina piccola, assurdo. Che poi sto sperando vivamente di andarci con un umore decente, visto che i due precedenti ha fatto un po’ cagare e dovevo ripetermi: “Marti, enjoy it!” In continuazione per farmi rendere conto che comunque la felicità era lì davanti a me, che era tutto quello di cui avevo bisogno.

Certo, stavolta l’ex ce l’ho davanti agli occhi ma va bene, spero di averla superata per la maggior parte visto che è passato un mese e mezzo. 

Stavo pensando di farmi fare qualche giorno prima i capelli, i colpi di sole fuoco sulle punte. Tanto per cambiare, per mettere un punto simbolico e ricominciare, senza anche la rottura di cazzo della ricrescita della tinta, una sorpresa visto che non lo dirò fino a che non mi vedranno. Magari sarà un fallimento come quello di novembre, ma stavolta la colpa è della parrucchiera ahahahah 

Bello dai, mi sono rilassata. Ho pianto per tutto il primo pezzo del post, ma mo posso anche andare a dormire, prima che mi riprende. Avevo bisogno di scrivere, solo che sapevo che avrei tirato per le lunghe e il mio polso mi ha mandato a fanculo appena ho guardato il quadernino, menomale che ho un blog online e non un diario cartaceo.

Momento di sfogo in metro

Non mi piace per niente sta giornata. Sono negativa e suscettibile, e poi mi incazzo molto facilmente.

Non lo so se è l’aria di San Valentino in di per sé a ridurmi così, il fatto che comunque vedere coppiette sbaciucchiarsi non mi fa bene per niente, non attribuisco tutto ciò alla possibile ansia da colloquio che sto andando a fare, anche perché ormai sono praticamente rassegnata al fatto che senza esperienza non mi prendono da nessuna parte, mettendo in mezzo la scusa che sono giovane. Non so manco quale impiego sarebbe questo, vado lì totalmente alla cieca, cercando di non inciampare nei miei tacchetti, che sembra impossibile, ma ho già fatto la mia storta che mi è valsa il dolore al piede ed una mezza figura di merda.

Sono proprio nervosa, ho bisogno di isolarmi. Oggi pomeriggio mi sa che me ne vado al parco, ho bisogno di aria e di stare un po’ da sola, forse anche a piangere, non lo so. So solo che non sto bene, e non è manco questo lo spirito giusto per affrontare un colloquio di lavoro, che comunque fino alla fine non posso dire se è inutile o meno. 

Vorrei solo che qualcosa di positivo succedesse pure a me, che desse una svolta alla mia vita. Ce l’avevo fino a mo, ma a quanto pare era un’illusione. E sono stanca di questi giochetti. Ho bisogno di qualcosa di vero, qualunque esso sia.

San Valentín y los tipos amores que he encontrado hasta ahora. | Que nadie calle tu verdad

Hola! Por fin vuelvo a escribir por aquí, incluso en el dia que yo odio mas, lo de San Valentín. Lo odio por el simple hecho de que encuentro esta fiesta muy comercial, creo que el amor vaya demostrado todos los días, no hacen falta regalos o cenas exclusivas solo durante este día para demostrar a alguien que lo quieres.

Y lo que yo siempre me lo paso soltera bueno, esto es otro detalle, pero no importa ahaha

Para mí no es la mejor época para hablar de amor, como que corté con mi novio hace dos semanas, igual quería hacer una distinción entre los amores que he tenido hasta ahora y a ver si vosotros sabéis decirme si existen otras categorias que tal vez habéis probado.

No soy una hombrerega (eh no, que no existe el masculino de mujeriego, solo eres considerada como puta en este mundo, Marti) pues no es que tenga quizás cuántas experiencias que contaros.

Pues a ver, tuve el primer amor, lo de niños, donde besarse también parece una cosa tan utópica y tan por personas más grandes que nunca infringí ese juramento.

Luego hay lo a distancia, que ha sido para mí fruto de esperanza, sufrimiento y a la vez muchísimos sueños a ojos abiertos, pero también fue muy inspirador y aportó muchas buenas cosas a mi carácter, me fortaleció también si me destrozó. Nunca lo viví porque jamás me declaré con él. Actualmente hemos podido retomar una buenísima amistad.

Hay lo veranero, lo que tienes solo porque quieres probar algo diferente. Pero la verdad es que no pruebas nada, no te estás empeñando en serio, le tienes cariño, si, pero nada más que esto. 

Probé también lo enfermo, que fue el mismo veranero. Es que a la vez tuve piojos y cosas varias, me pasé todo un mes intentando recuperarme de una gripe que nunca me vino en verano.

Hay los que surgen así, sin que te lo esperes, y te hacen dar cuenta de que no te conocías como creías. Me refiero a lo homosexual, que tuve tres veces, en las cuales solo en una me declaré pero no me fue bien, las otras dos se limitaron solo a sueños y fantasias, nada más. Me declaro bisexual no porque la moda dice esto o porque no tengo gustos definidos, si no que me he dado cuenta de ser así y ya está, hace un buen rato que tuve mi crisis y me acepté, ya no acepto más que me digan “es solo una fase”, que no, yo soy así y no me avergüenzo.

Otro tipo de amor fue lo empezado por chat y redes sociales, el cual por un lado puede parecer poco romántico, pero la verdad es que toda la sociedad se está evolucionando y se acabaron las conquistas normales, todos son tímidos y prefieren quedarse a su sitio. Por el otro, si eres como yo que no cambio atrás de una pantalla y en vivo, puedes llegar a entender y descubrir personas sin juzgarlas por su aspecto físico, primero te dedicas a descubrir su alma, después todo el resto. Dos relaciones mías nacieron así, con muchos quedé pero nada más que un café al bar. 

Existe este tipo de amor verdadero, fuerte, el primero a donde pierdes la cabeza. Sólo que yo la perdí por un indeciso, que te deja, vuelve, te deja otra vez. Y estos son los peores, porque llegas a sentirte equivocada o algo así, pero la verdad es que son ellos que tienen problemas graves de relación, no nosotros.

Luego hay lo que sirve para tapar una ausencia. Yo lo busque después de que el indeciso me dejó unas cuantas veces y no lograba olvidarlo, pero por esto solo tuve atracción física y nada más, lo dejamos después de unos días por suerte.

Y el último que probé fue lo que surge de la nada, de una amistad que se desarrolla en otra manera. Es lo impulsivo, del cual ni estás segura de lo que haces, ni sabes si te gusta de verdad y si te llegará a gustar. Fue con él que descubrí que los sentimientos pueden llegar poco a poco y crecer desmesuradamente, que no sirve siempre pelear, sentir celos o algo, que se puede tener una relación sana que sigue adelante solo por seguir tu instinto. Esa duró 8 meses, fue la más duradera y profunda que tuve, con la cual hice muchas primeras veces, de la cual no me arrepiento. Y si ya se acabó no importa, tenía que ir así, pero no me daban las ganas de echar de mi vida una persona que fue tan importante y tan correcta conmigo desde el principio hasta el fin. Ahora estoy intentando salir de la relación y a ver si puedo quedarme amiga suya sin ahogarme en recuerdos o en esperanzas de unas cosas que por su parte no me llegarán nunca más. Es que de cualquier manera, creo en el como en nosotros. Sé que podemos hacerlo, quedarnos juntos igualmente.

Y vosotros, ¿Qué personas habéis tenido en vuestras vidas? ¿Cual os han satisfecho más? ¿Con cuales habéis fracasado? ¿Qué opináis sobre este día del amor, sobre el amor homosexual, lo a distancia, lo sin interés, y cual es para vosotros la relación más verdadera?

Yo al momento no se decirlo. Porque nunca volví a enamorarme tanto como con lo a distancia, sentir como con lo que desaparecía y vivir y sentir paso a paso, de verdad, con el último.

Sé solo que soy una persona independiente, que no suelo estar con personas así porque me siento sola (lo he probado y no me gustó nada), si me enamoro lo hago en serio y te regalo mi alma, pero antes tengo que confiar en la persona, sin quizás cuales tipos de conquistas, ni tengo un prototipo de persona. Me basta la sinceridad, la sencillez. 

Me gusta estar soltera y me siento cómoda con eso, como que puedo pensar por mi misma, cosa que no suelo hacer siempre porque antes pienso en los demás y por última estoy yo, pero cuando estoy enamorada tengo mucha más vitalidad, energía, positividad, esto si. Enamorarme llena el vacío que mi vida tiene, pero con el cual se vivir tranquilamente porque me conformé con tenerlo.

No soy la persona más apta para hablar de amor y parejas en este periodo, pero igual lo he intentado, debo mucho al amor, eso sí.

Os dejo dos fotos de la exposición que fui a ver hace unos días sobre el amor, como que estamos en tema 😉

Buon San Valentino a tutti gli innamorati!

Fotografia

“Fotografie e immagini di un infinito film.”

Laura Pausini, Siamo noi

Dai, finalmente è arrivato il momento di parlarvi credo dell’ultima delle mie passioni più grandi (non me ne vengono in mente altre al momento): la fotografia.
Adoro. Non so come iniziare e quella parola racchiude tutto il mio amore. Sono appena andata a rileggere un passo de “La ilusion de mi vida” (trovate la scheda vicino alla home del blog) perché mi ricordavo di aver parlato proprio della fotografia in un’occasione.
Okay, io da sempre amo fare foto. Mamma mi ha trasmesso questa cosa,ho ricordi di quando ero piccola che aveva reflex col rullino oppure che faceva foto ai convegni di lavoro ai quali partecipava, e io adoravo guardarle. Ma soprattutto adoravo le macchinette.
Durante le prime gite scolastiche, e anche qualche estate, la prima cosa che mettevo nello zainetto era una macchina fotografica usa e getta della Kodak. Io non so quante ne ho comprate e quante foto ho fatto sviluppare con quelle, le ho amate seriamente, ogni tanto quando vado a rivederle scopro che ci sono foto anche fatte rispettando le regole della fotografia,  wow!

Visto che costava però farle sviluppare, potevo prenderle solo durante dei viaggi e non dovevo sprecarle in casa. Con l’arrivo dei primi telefoni, piano piano ho smesso di comprarle, ed ho continuato con questi la tradizione. Per un periodo avevo una delle prime macchinette digitali della Sony, poi però ho continuato con il mio LG tribe, che anche se la qualità delle foto non era una delle migliori, era quello che mi ci ha fatto avvicinare di più. Poi essendo anche il periodo delle medie e dei selfie mi davo proprio alla pazza gioia.

Ma fino a quel momento la fotografia non l’avevo mai considerata, però poi a Natale 2010 mi è stata regalata la mia prima macchinetta fotografica compatta, la nikon coolpix S8000 mi sembra, con la quale ho iniziato a scoprire un mondo totalmente nuovo.

I miei primi soggetti sono state le piante ed i paesaggi, macro soprattutto, da lì ho iniziato a fare attenzione ai dettagli, quelli che potevano farmi vedere le cose con occhi totalmente diversi. Piano piano poi mi sono spostata anche sulle persone, i primi piani soprattutto, sempre per questa voglia di cogliere dettagli ed emozioni.

È stata la mia compagna per tanto tempo. Visto che in quel periodo, fino a 2013 inoltrato avevo una fotocamera di merda del telefono, giravo sempre con la macchinetta in borsa per non permettermi di perdere nulla. Per questo sono strapiena di cartelle anche di foto inutili, erano tutti esperimenti o cose che adesso immortalo anche col telefono.

Le prime regole della fotografia digitale le ho imparate così, con un libretto introduttivo, questa macchinetta sempre ed inevitabilmente in modalità automatica, a volte l’alternavo con quella comprata a mio fratello proprio perché odiavo separarmene, ho preso anche un cavalletto per iniziare a fare anche autoscatti seri, ci ho davvero lavorato tantissimo. Soprattutto, essendo sempre con me, si è vista anche un botto di eventi e concerti vari dove era imprescindibile.

Durante le occasioni importanti però mi facevo portare da mamma la macchina fotografica dell’ufficio, che era una reflex Sony, con la quale un po’ mi sono abituata a maneggiarla ed ho fatto i primi ritratti veri e propri, oltre che a fare foto serie durante cerimonie o servizi fotografici random a fiori di mandorle che con la mia non potevo cogliere come volevo, visto che comunque la capacità della macro era limitata.

Devo dire che però mi ha detto culo visto che, pur essendo piccoletta, ha sempre svolto più che bene il suo lavoro.

Ha iniziato a rompersi a metà 2013 al mare, che per fortuna avevo quella di Roberto dietro e poi, anche dopo varie manutenzioni, non ha mai ripreso a funzionare bene come prima (quanto mi è roduto non poterla portare a Siviglia).

Giusto in tempo, data la mia crisi d’ astinenza, mi regalarono per il diciottesimo la mia attuale reflex nikon 3100, con due obiettivi che equivalevano a quello che avevo nella compatta. Da lì ovviamente ho smesso di portarmela sempre dietro, anche il mio modo di fotografare è cambiato, non mi serve più di immortalare ogni secondo, per quello ho il telefono, quella la uso per cose più “importanti”, anche perché non è proprio leggerissima da portarsi dietro.

Ho continuato con la fotografia paesaggistica, ho perfezionato la macro, ho iniziato a fare interi servizi fotografici alle persone, concentrandomi proprio sui volti, cosa che mi ha sempre affascinato.

L’anno scorso ho avuto l’occasione di smettere di usarla in automatico andando ad un corso di fotografia base molto semplice, dove ho avuto anche un confronto e dei pareri tecnici sulle mie foto, ho iniziato anche ad usare il modificatore di Windows e del Mac non solo per mettere la filigrana (che non metto quasi mai in realtà) o fare collage, ho perfezionato un po’ tutto.

Ne parlo oggi perché in questo periodo, dopo parecchio tempo, la mia macchina sta lavorando spesso, sia andando per mostre che perché amiche mi chiedono di fargli delle foto. E io mi sento libera fotografando, riesco ad essere creativa.

Non so usare Photoshop, mi limito solo a correggere un po’ i colori con programmi di default. Mi è sempre piaciuto consegnare le mie foto così come venivano, il fotoritocco lo trovo molto finto.

So usare un buon programma per il telefono con il quale faccio cose che mi piacerebbe imparare a fare con Photoshop o cose varie, solo che sul telefono mi viene più facile perché è più intuitivo, spesso se devo fare grandi modifiche le faccio da qui.

Non chiedo soldi, faccio minimo 100 scatti a persona quando mi si chiede una specie di book. Perdo tempo a rivederle, selezionarle, sistemarle. Capire quali mi trasmettono sensazioni e quali no.

Ogni tanto mi ritrovo a parlare con la macchinetta, cercando una sintonia che magari si è persa per un momento, ritrovandola poco dopo. Sono precisa e dettaglista in questo.

Non mi considero fotografa perché è solo una grande passione che ho ma non ho nessun titolo né grandi capacità per poterlo ammettere, non ho mai pensato di viverci ma ho sempre desiderato unirla alla mia altra grande passione, cioè la scrittura. Fotoreporter per me sarebbe un sogno. 

La bravura non credo si possa decretare da quanto sai usare programmi o tecniche, una foto può essere bella anche se impostata nel modo più semplice possibile. Deve riuscire a trasmettere emozioni poi sticazzi delle convenzioni.

Le mie foto le apprezzo io ma mi accorgo che vengono apprezzate anche dalle persone che mi stanno vicino, non è per modestia ma mi rendo conto che comunque per essere una che è mossa solo dalla passione, me la cavo abbastanza bene. 

Ogni tanto intraprendo qualche progetto che poi sviluppo e tengo per me o magari per il blog, come quello delle cicatrici, quello di roma… a volte per sviluppare certe idee ho bisogno di cose in particolare che non so se la gente saprebbe intendere, per questo spesso mi prendo come modella io, tanto per capire se l’idea funziona e se poi posso sviluppare con una seconda persona, anche perché poi saprò spiegarla nel modo giusto. Faccio da bozza, ecco.

Da qualche mese ho iniziato ad usare anche la GoPro, come avete visto, non ho i soldi per comprarmi altri obbiettivi, un fisheye o un grandangolo, e visto che comunque sto facendo foto di cui ho cartelle piene perché le ho fatte spesso con le altre macchinette, ho deciso di cambiare metodo ed usare questa, che poi rispecchia perfettamente la mia idea di fotografia paesaggistica diversa e particolare, dove non ti concentri più sui dettagli e sulle regole ma proprio sul complesso e sulle emozioni che ti trasmettono.

Mi ha salvata tante volte, insieme alla scrittura. La cerco sempre. Ho imparato a vedere oltre le apparenze grazie a questa, a capire le persone anche senza avere un corpo macchina davanti gli occhi. A scavare per trovare il buono che alla fine quasi tutto nasconde. Cercare quel dettaglio che cercherei con la macro.

La fotografia per me è guardare il mondo con occhi diversi, attenti. Captare le emozioni, i momenti, mantenere il ricordo. Parla il cuore.

Le persone vanno via, ma le foto restano. Non sappiamo se ritorneremo mai in certi posti, ma così li possiamo incorniciare e ricordare/sognare per sempre, stessa cosa per le persone. Ci sono cose che a parole non si possono esprimere, la fotografia ha questa capacità di farcele arrivare però.

Ed è solo grazie alla fotografia se sono riuscita a vedere oltre le apparenze. Ti insegna a cogliere l’anima delle cose, a cercarla, a immortalarla, a capirla. A capire la realtà. Le persone. Il mondo. Te stesso. Hai un’attenzione diversa per tutto.

La fotografia è sensibilità.

Non fare quello che ti dicono, fai quello che sei.

A me c’è una sola cosa in particolare della gente che mi fa incazzare, cioè che credono di sapere tutto di me e cosa sia meglio che faccia in una situazione che è totalmente estranea sia a me che a loro.

Io sono una che nelle cose ci si butta, pure se non ha idea di come vada la cosa e non so che aspettarmi. Forse è per questo, per evitarmi batoste che gli altri cercano di dissuadermi da decisioni che ho già preso e che gli comunico in differita.

Ma come io non impongo la mia idea agli altri, non voglio che mi vengano fatti lavaggi del cervello inutili. Anche perché fino a che una cosa non me la sento, non la faccio.

Andiamo al sodo: ho ricevuto molta poca fiducia nel fatto che abbia deciso di rimanere amica di andrea.

C’è chi dice che lo faccio per abitudine, chi perché spero che un giorno ceda di nuovo, chi mi dice che non ce la faccio perché così non mi passerà mai o perché proverò sempre qualcosa.

Ripeto, sono domande che mi sono posta anch’io. E mi sto dando delle risposte sincere in base a quello che vedo, a quello che sento.

Intanto mi piace essere tornata single, ci sono innumerevoli vantaggi, specialmente dopo una storia di questa portata.

Poi non voglio nulla da chi non prova lo stesso che provo io per lui. Le prese per il culo non mi piacciono, come manco le cose futili. non è che ho la necessità da colmare per forza eh.

E stare con lui adesso sarebbe contraddittorio per il suo discorso ed io mi illuderei (visto che ho reazioni anche con gesti normali), mi ha lasciato, il mio corpo, anche se a malincuore, non lo avrà. Non così almeno. Non basta come fondamento la storia, i sentimenti ed il momento giusto, ci vuole assolutamente quel qualcosa in più per poter cedere.

Per quanto riguarda l’abitudine, io posso fare a meno di chiunque, sono una persona autonoma. Se voglio una persona nella mia vita è perché ho bisogno di continuare a dargli affetto perché credo che lo meriti, pure se poi lui non lo dà a me. Se sfocio nell’abitudine non ho manco più tutto st’interesse nel parlargli, nel sapere o raccontargli cose.

Porca puttana, so come stanno le cose. So anche che adesso fa male ma è normale, devo ancora superarlo. Ma so che posso farcela.

Anzi, me lo pongo proprio come obiettivo. È una rivincita nei confronti di tutti quelli che mi dicono chr sto solo mentendo a me stessa, che tanto poi finirà o che non mi passerà mai; e anche nei suoi confronti, so affrontare con maturità le situazioni, pare strani alla mia età e se ci sono sentimenti veri di mezzo, eppure si fa.

Sono stufa di sentirmi dire che non ho mai provato nulla di forte o ce mi sfrutta solo perché sennò è solo.

Non sono una persona imprescindibile per nessuno, e l’abitudine la spezzo subito. Non a caso le persone mi lasciano, se ne vanno.

Passerà, col tempo passerà. Non mi metto fretta, ma non mi priverò manco di quel che sento che al momento mi aiuta. L’unica che ascolto sono io. E so cosa voglio. Posso farcela, in fondo non mi è mai venuto difficile essere una buona amica, specialmente con chi ho un rapporto più profondo alle spalle. Sono capace di perdonare, riconoscere gli errori, accogliere ma anche chiudere porte in faccia se la gente se lo merita.

“ho mentito a tutti ma ho creduto a me.” (mentire a tutti un cazzo, sono loro che non credono e che puntualmente vengono smentiti. Mi sa che non sono poi così stupida come sembra)

 

“ti ho incontrato ma tu non mi hai visto, ma il mio cuore si è come bloccato.”

oggi l’ho rivisto. Dopo quasi due settimane me la sono sentita, mi sembrava alquanto inutile continuare a chattare senza però affrontare in senso pratico la questione. E dai, è andata meglio di quanto mi aspettassi.

Più che altro avevo paura della mia reazione che era imprevedibile in questa situazione, anche se avevo immaginato andasse tipo l’altra volta o comunque come tutte le volte che si va a fare aperitivo, non ci si scambiava mai effusioni lì.

Quando è uscito dal lavoro ho fatto finta di non vederlo in realtà, stavo riguardando le foto della mostra LOVE fatte poco prima con Sonia (si, sono andata in questo periodo a vedere una mostra sull’amore, lo so che è da masochisti ma la volevo vedere da mesi.), quando poi si è avvicinato ovviamente l’ho salutato con i baci sulla guancia, e gliele ho dato uno in più quando invece si era sporto per vedere le foto, ho frainteso totalmente lol

Ecco, il fatto di essermi sentita a mio agio come al solito è un’ulteriore conferma che il nostro modo di vederci era cambiato da tempo, solo che io non me ne rendevo conto.

Tutto tranquillo fino a che non arriva un poliziotto che conosciamo di vista perché è un cliente abituale di Origano, che però stavolta aveva voglia di chiacchierare. Chiacchierare di cose che non lo riguardavano, fantastico.

Dice ad andrea che si vedeva che ci stava provando, dove mi avrebbe portata stasera, perché non faceva qualche passo avanti visto che si vedeva che gli piacevo. Poi alla sua risposta dolorosissima “siamo solo amici” c’ha pensato ed ha realizzato che però siamo stati insieme. E quindi a quel punto: “perché vi siete lasciati, che avete fatto, non è scattato l’amore, vi siete stancati? Chi è stato a lasciare, sei stata tu?” “mah in realtà sono stato io.”. E non si fanno ste cose, chiedile scusa, fatti perdonare.

E poi, sia ringraziato gesù cristo, se n’è andato.

Ah ovviamente questa è stata una raffica di domande, un monologo che non ci ha permesso di dire nulla, ma solo di farci diventare viola, imbarazzarci, mettere il dito nella piaga quando stavo evitando di pensarci e soprattutto era lì lì per prendersi un gentilissimo “ma li cazzi tua mai?”. Menomale che se n’è andato. A seguire delle risate imbarazzate e commenti tipo quelli che ho appena fatto.

Comunque nell’arco del pomeriggio è uscito che comunque questa è una ferita fresca e delicata e anche che non mi farebbe affatto piacere vedere che si fidanzasse con un’altra adesso, le ho buttate a caso mentre parlavamo di argomenti inerenti, tanto che capisca che certi torti non deve farmeli o si gioca totalmente la mia fiducia.

Per quanto riguarda altri contatti fisici, nulla di troppo eccessivo, ci sono stati due gesti che di solito erano normali ma che mo sono un attimino scomodi (più che altro per i brividi che provocano), tipo carezzina sulla schiena quando non te lo aspetti o tipo buffetto dolce sulla guancia (non so come si chiama il gesto a metà fra quello e la carezza), che però porca puttana se ho apprezzato. E poi quando siamo usciti, questo per evidente abitudine, mi stava per prendere la mano che io ho spostato prontamente. Ma in generale, anche mentre si camminava si cercava un minimo di contatto fisico standoci vicino, o in metro con le mani reggendoci per non cadere. Sono piccole cose che sono normali e lo so, però boh, per un po’ mi faranno effetto.

Si è anche parlato di un colloquio che deve fare a Milano e del fatto che se ottenesse il posto, probabilmente non accetterebbe, perché in fondo qualcosa che lo lega ancora qui ci sta. Sti ragionamenti col cazzo li faceva quando stavamo insieme ehh. Ah e poi il compleanno, se avevo anche solo il minimo dubbio se invitarlo o meno, a parte che mi si sono levati col vedere come proseguiva la cosa, ma a parte quello, lui se l’è già segnato dicendomi scherzando che farà questo sforzo .-.

Comunque abbiamo già decretato che continueremo ad uscire, che deve accompagnarmi da leroy merlin, che deve venire a vedere casa appena ci andiamo ad abitare, compleanno e cose del genere, ho visto che non mi fa male come pensavo e almeno avrò l’occasione inizialmente di controllare le mie azioni e poi smettere di specularle del tutto, la cosa dell’amicizia non mi sembra per niente utopica, è già iniziata, solo che devo lasciar andare i sentimenti, e so che almeno un mese mi ci vorrà. Il problema è che io, con ste piccole attenzioni che inevitabilmente enfatizzo, rischio di innamorarmi di più. Devo vederle per quel che sono in realtà, poi è ovvio che rispetto ad un’amica normale ci siano ste cose, siamo comunque stati insieme, il rapporto è diverso.

Comunque ho notato dal suo herpes che un minimo di reazione a tutta sta storia l’ha avuta anche lui, menomale. Poi non sono entrata nel dettaglio a chiedergli se ci stesse male, troppo orgoglio, meglio non chiedere o rimango delusa dalla risposta, già lo so.

E niente, mi serve solo un po’ di tempo per abituarmi alla cosa.

 

 

Alone, I’m lost in confusion

allora ragioniamo, ci sono delle cose che non mi quadrano.

Specialmente per quanto mi riguarda, non capisco le mie reazioni.

Ok ci piango e ci sta, è giusto che io ci stia male un po’.

Almeno scrivendogli ho raggiunto un certo livello di distacco mentale e di stupore nel vedere richieste che prima erano normali.

Che mi senta libera di fare ciò che voglio è normale anche questo, dato che sono single.

Poi ci sono i sogni, contrastanti come le mie reazioni. E la mia pacatezza nel reagire a tutto ciò, che è quella che mi fa fare più domande a livello sentimentale, tipo “ma che era già passata pure a me? E da quanto?”, l’aspettarsi le cose ed agire come se non avessi fatto altro nella vita.

Ovviamente ci sono le sessioni di stalking abbastanza contenuto che ogni tanto si avviano automaticamente, con conseguenti seghe mentali e piantarelli vari al pensiero che certe cose non saranno più così e che dovrei anche aspettarmi di sentir parlare di una nuova persona, che per me assumerà la posizione del Roito (visto che a noelia… le è rimasto il dato di fatto, ecco). Io sono la pacatezza O.O

E poi c’è lui, prende e mi lascia ma mi chiede di rimanere. Mi scrive usando stesso tono e frequenza di prima, solo che vedo che giustamente a volte non ho più la precedenza nel parlare, ma è normale.

Lui che non sa e non chiede come sto affrontando la situazione. Di conseguenza non è manco mosso dal senso di colpa, cosa lo fa rimanere qui?

Se si fosse rotto di me o si fosse invaghito di qualcun’altra (pensiero costante) avrebbe cercato di tirarmi fuori il prima possibile. E invece mi sento dire cose come:

  • Audio
  • “ma se mi chiami?”
  • “la prossima volta che ci vediamo”/”quando ci vediamo?”
  • “Ti devo portare a casa a fartela vedere”
  • “dobbiamo andare…” (da leroy merlin)
  • “ma aperitivo?”

cioè che mi fa capire che sono inclusa nei suoi piani, nonostante tutto.

A me sembra quasi inconcepibile il sol pensare di vederlo e dargli due bacetti svelti sulla guancia, pensa l’idea di avere un momento ancor più “intimo” stando in casa! Un conto sono i locali, dove alla fine puntigli occhi su altro se devi distrarti, ma in casa è una prova di forza! Ok che avevo imparato a prendermi i miei spazi e le mie distanze pure lì, e che se tengo bene a mente che qualsiasi gesto io faccia lui non lo ricambierà, mi tengo a bada, ma se invece se lo lascia sfuggire lui quel piccolo minimo ed insignificante gesto, così come si fa sfuggire frasi normali di prima?

Io sento di dover continuare così e ok, ma non so quanto si stia staccando lui. So che è affar suo, ma riguarda pure me in realtà visto che non so con che dose di autocontrollo e indifferenza devo presentarmi tutte le volte.

Niente, riflessione a buffo. Per stamattina ancora non gli ho scritto, non è una ripicca quanto un quando c’ha bisogno sa dove trovarmi, non voglio che mi scriva per abitudine e basta (anche se non siamo mai arrivati a scriverci solo il buongiorno e la buonanotte come con Simone) ma piuttosto che gli venga voglia anche di sentirmi. E se non ce l’avesse allora sarebbe anche un minimo più coerente con tutti i discorsi fatti. Tanto lo so che dopo uno dei due cede, ci conosco.

BAH.

 

Martina, tu non puoi sperare che si faccia vivo però. A te non dovrebbe fregare un cazzo. Vedi quando dico che sei ancora troppo presa e il fatto che ti scriva non aiuta? Ecco perché.

 

 

 

 

a una settimana di distanza..

A: “beh ma se sei così suscettibile stasera qualcosa dovrà pur essere successa!”

M: “nulla di importante.” O almeno a te non interessa, o meglio, non deve interessarti. È passata una settimana, una settimana dove continuiamo a sentirci tutti i giorni con apparente tranquillità. Ma io non sono tranquilla per niente invece. Tutta questa pacatezza che ti tiro fuori lo chiamo orgoglio, ma a dirla tutta io non ce la faccio più. È una settimana che mi hai lasciato, forse credevo di essere anche mezza abituata visto che le attenzioni non me le davi da un bel po’. Eppure no, è una botta assurda. Perché ero lì per provare a chiarire, sapendo che con te si poteva fare. E non avevo la minima intenzione di lasciarti. Da una parte manco me l’aspettavo o mi sarei preparata meglio.

Ma quale preparazione, non serve proprio che a un cazzo la preparazione. È vero che eri la mia certezza anche prima, ma io ho sviluppato sentimenti nel frattempo. Non con la foga che mi aspettavo, è stata molto meno, ma mi accorgo che ci sono, si sono fatti sentire prima e adesso urlano più che mai.

Da una parte apprezzo il fatto di scriverci tutti i giorni, ma dall’altra mi distrugge vedere che affronti tutto con leggerezza, come se non avessi messo la parola fine alla nostra relazione. Sembra che non te ne freghi nulla, che ti sei tolto un peso ma allo stesso tempo ti sei tutelato a tuo modo.

Io piango. Piango tanto. Ho una morsa allo stomaco. Cerco di non far trasparire la minima emozione quando ti scrivo, cerco di non fare domande da ragazza, chiederti cose che non puoi darmi e non mi darai più probabilmente. Cerco di non fare la psicopatica sospettosa, di non farti minimamente sentire in colpa. Non voglio che rimani per pena.

Ma devi anche capire che scrivermi come se stessimo ancora insieme non è salutare. Nel senso, ne ho bisogno e a me aiuta anche a migliorare il tono ed entrare nell’altra prospettiva che non è più quella da fidanzata, ma tu da una parte sembra che non vuoi cambiare nulla e ok, ma dall’altra è come se allora tu avessi sempre parlato con me da amico. Non ti rendi conto dei cambi che invece ho fatto io per non essere più la tua ragazza? Mi sconvolge.

Ripeto, il sentirsi a me aiuta e anche molto però allo stesso tempo non posso sentirmi totalmente libera con te. Sei il mio ex, la causa dei miei ultimi pianti, della depressione di questi giorni. Il mio sogno di felicità si è infranto.

Avrei bisogno di sentire un abbraccio, calore umano. Il tuo probabilmente. Sentire e vedere che anche questa si aggiusta. Vorrei essermi sognata il fatto che tu mi abbia detto che non ti è scattato nulla.

Con noi è sempre successo tutto all’improvviso, inaspettatamente. Non avevo idea che mi sarei andata a mettere con te, che i sentimenti davvero iniziassero a sgorgare col tempo, che ti concedessi la mia prima volta, che ti facessi conoscere pezzi di me quali sono i miei amici e la mia famiglia, che facessi un viaggio con te. Che non avessi limiti o gelosie, che avessi tranquillità e dialogo. Non mi aspettavo che potessi arrivare a rifiutare le mie avances o a considerarmi solo un’amica dopo 8 mesi. Non ci credo che ti ci ho fatto ragionare solo io. E non capisco perché l’hai tirata avanti se non provavi nulla.

Secondo te a me mancava sentirmi libera sentimentalmente? O che meritassi qualcun altro? Forse si, magari qualcuno che mi amasse. Ma volevo e voglio te. Non sai cos’è meglio per me. Forse manco io lo so. Poi ecco, non ti rimprovero nulla perché comunque è vero che sei stato corretto, ma vorrei che non passassi tanto facilmente sopra alla cosa.

Io sto imparando a darti meno importanza, ad accettare il fatto che non mi dai più la priorità, giustamente. Il fatto che non posso mandarti a fanculo, dirti che mi manchi, che ho bisogno di te o che sto piangendo per te, non è giusto per il mio orgoglio ed i tuoi sensi di colpa. Perché devi sentirti libero di fare quel che credi giusto, e devo anche ringraziarti del fatto che hai pensato pure nel non far del male a me stavolta.

A me sono finite tante ansie, come quella di una tua partenza improvvisa; dell’invitarti a cose in famiglia, non sei mai stato propenso; quella di non bastarti più.

E da una parte accetto anche il fatto che tu mi abbia detto sinceramente che non ti è scattato nulla. Ma come faccio a credere al resto? Che il resto l’hai provato? Cosa ti legava a me?

Tante volte, anche quando stavamo insieme, ho collegato il fatto che comunque non ti lasciassi mai andare totalmente con me perché la città non ti piace, trovi sempre un pretesto per andartene e per fare nuove esperienze, com’è giusto che sia. E una relazione la vedevi come un impedimento, o per lo meno qui. No, non sto cercando giustificazioni o facendoti da psicologa, è solo che ho imparato a conoscerti e questa cosa l’ho notata tante volte.

Magari può essere pure che hai trovato chi ti soddisfa l’anima meglio di me, lo capirei. O semplicemente non ti è scattato nulla, ma ci sta. Specie se sei tu a non essere sicuro di voler iniziare a provare qualcosa. E te lo dico perché fino a che non sono stata certa che le tue intenzioni non fossero serie non mi sono lasciata andare, so di cosa parlo.

Sono contenta che del blog te ne ho parlato forasticamente in questi mesi, è l’unico posto dove riesco a sfogarmi senza dar fastidio a nessuno o far pesare la cosa. Dove rifletto, dove anch’io mi libero. Avrei bisogno di essere ascoltata, sai? Eppure mi sembra sempre di disturbare. Quindi faccio finta che vada tutto bene.

Ma in realtà no, perché è tornato quel vuoto che avevi colmato totalmente e con il quale imparerò a convivere pacificamente un’altra volta.

Ce la farò, ce la farò a darti quello di cui hai bisogno, magari ci riuscirai pure tu. Mi serve solo tempo, un attimo di tempo, nient’altro.

 

Fantastico il modo in cui invece abbiamo bypassato la questione, parlando di altro. Eppure io non riesco, non mi riesco a distrarre tanto facilmente come riesci a far tu.

 

I piani per il futuro non ho mai potuto farli, sempre con la paura che te ne andassi o che un giorno non ti bastassi più, come difatti è stato. Ringraziavo per poter vivere l’ottavo mese che non credevo vivessimo causa Repubblica Ceca. Pensavo che a febbraio tutto si sarebbe risolto, che potevamo ritrovarci. E probabilmente lo faremo, ma ognuno ritroverà se stesso. Separati ma insieme.

Se credo ci sia un futuro per noi? Non lo so. Basta solo che non mi prendi per il culo, in qualsiasi modo tu voglia rimanere o andartene. Non mi piace l’indecisione, non mi piace essere sfruttata per soddisfare i tuoi interessi. Voglio solo la verità, sempre.